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La Diagnosi Energetica: tutto quello che c'è da sapere

Aggiornamento: 28 gen 2025

L'unico strumento in grado di aiutarci a trovare le inefficienze energetiche sulle quali intervenire per ridurre i consumi. Vediamo insieme cosa è e come funziona la Diagnosi Energetica, il passaporto aziendale per l'accesso allo schema dei certificati bianchi.


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La Diagnosi Energetica è uno strumento fondamentale per definire lo stato di fatto di un'organizzazione sia nel suo involucro che nei suoi impianti al fine di portare alla luce tutte le “patologie energetiche” e di proporre gli interventi migliorativi vantaggiosi sia dal punto di vista economico che ambientale.




Diagnosi Energetica: cosa è?

Nel DLgs 102 del 4 luglio 2014, che recepisce la Direttiva europea 2012/27/UE si legge la seguente definizione di Diagnosi Energetica:

“procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati;” (clicca sul file pdf per visualizzare il decreto)



La Diagnosi Energetica è quindi una procedura normata e in alcuni casi, obbligatoria per legge. Deve essere effettuata precedentemente a qualsiasi intervento di efficientamento energetico e serve ad ottenere una conoscenza dell’edificio, sia per quanto riguarda l'involucro edilizio che per quanto riguarda gli impianti, al fine di individuare i punti critici per poter poi intervenire con interventi mirati di efficientamento energetico.


Diagnosi Energetica: in cosa consiste?

La Diagnosi Energetica è un elaborato tecnico che, a seguito dell'analisi dei consumi di un'organizzazione, individua le criticità e le opportunità di risparmio energetico e le quantifica sia sotto il profilo dei costi‐benefici dell'intervento sia sotto il profilo dei relativi tempi di ritorno degli investimenti. Individua inoltre gli interventi per la riduzione della spesa energetica e i possibili miglioramenti di classe dell'edificio nel sistema di certificazione energetica elencando la motivazione delle scelte impiantistiche che si vanno a realizzare. La diagnosi deve quindi riguardare obbligatoriamente sia l'edificio che l'impianto.

E' chiaro quindi che tale procedura deve essere effettuata precedentemente a qualsiasi intervento di efficientamento energetico.


Le principali operazioni da effettuare nello svolgimento di una Diagnosi Energetica sono:


  • Analisi dello stato di fatto, individuando con precisione il profilo di consumo energetico;


  • Individuazione degli interventi migliorativi che possano portare al conseguimento di un risparmio energetico sostenibile;


  • Calcolo dell’efficienza energetica come rapporto tra il rendimento in termini di prestazione fornita e l’energia immessa.


E' la Norma UNI CEI EN 16247 (che si applica ad organizzazioni commerciali, industriali, residenziali e del settore pubblico) che detta l’iter per l’effettuazione di una corretta Diagnosi Energetica determinandone tutti i passi da seguire in sequenza cronologica. La sequenza proposta dalla norma sotto forma di diagramma di flusso permette di poter ripercorrere anche operazioni già effettuate qualora ce ne sia la necessità.



Diagramma di flusso della Diagnosi Energetica
Il diagramma di flusso della Diagnosi Energetica indicato nella norma UNI CEI EN 16247

Al fine di poter essere concretamente utilizzato, secondo la norma UNI CEI EN 16247 il processo di Diagnosi energetica deve essere:


  1. Appropriato: adatto a scopo, finalità ed accuratezza concordati;

  2. Completo: al fine di definire l’oggetto e la organizzazione sottoposti a diagnosi;

  3. Rappresentativo: al fine di raccogliere dati affidabili e pertinenti;

  4. Tracciabile: al fine di tracciare l’origine e le modalità di elaborazione dei dati;

  5. Utile: al fine di includere una analisi costo-efficacia delle opportunità di risparmio energetico identificate;

  6. Verificabile: al fine di permettere all’organizzazione di monitorare il raggiungimento dei traguardi delle opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica implementate.


Per facilitare poi l’esecuzione della Diagnosi Energetica (soprattutto per le imprese energivore) e di uniformarne i contenuti a livello nazionale, l'Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo economico sostenibile (ENEA) - clicca qui per visualizzare il sito - ha messo a punto delle linee guida e alcuni strumenti informatici di ausilio ai tecnici e ai soggetti impegnati nelle diagnosi, liberamente consultabili sulle pagine dedicate del sito. Sul sito sono anche riportate le indicazioni operative, la normativa di riferimento e gli elenchi dei soggetti certificati.


Diagnosi Energetica: a cosa serve?

La Diagnosi Energetica individua all'interno di un'organizzazione le criticità e le opportunità di risparmio energetico raggiungibili con interventi di efficientamenti energetico. Include inoltre una valutazione dettagliata dei consumi energetici, delle apparecchiature utilizzate e delle abitudini di consumo all’interno dell’edificio o dell’azienda. In un processo di diagnosi energetica, gli obiettivi principali sono:


  • identificazione delle inefficienze energetiche: la diagnosi energetica aiuta a individuare le inefficienze nel consumo di energia, che possono derivare da apparecchiature obsolete, isolamento termico insufficiente, perdite di calore o sprechi di energia;


  • risparmio: migliorare l’efficienza energetica può portare a notevoli risparmi sui costi energetici. Le raccomandazioni emerse dalla diagnosi, infatti, possono aiutare a ridurre i consumi energetici e quindi le spese correlate;


  • riduzione delle emissioni di gas serra: l’efficienza energetica è un importante strumento nella lotta ai cambiamenti climatici. Analizzando e riducendo i consumi energetici, si contribuisce a diminuire le emissioni di gas serra;


  • pianificazione strategica: la diagnosi energetica può essere utile per la pianificazione strategica a lungo termine di un’azienda o di una struttura, perché aiuta a identificare gli investimenti che possono essere fatti per migliorare l’efficienza energetica e a calcolare i ritorni sull’investimento previsti;


  • aumento del comfort e della qualità dell’ambiente di lavoro: migliorare l’efficienza energetica può portare a un ambiente più confortevole per gli occupanti di un edificio.


Diagnosi Energetica: chi sono i soggetti obbligati?

In Italia, la Diagnosi Energetica è obbligatoria per determinate categorie di imprese e edifici. L’obbligo di diagnosi energetica è stabilito dal Decreto Legislativo 102/2014, che recepisce la Direttiva Europea 2012/27/UE relativa all’efficienza energetica. In questa sede sono stati definiti i soggetti che, ogni quattro anni, devono effettuare una diagnosi energetica.


  • Grandi imprese: ...condotte da società di servizi energetici o esperti in gestione dell’energia, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale, entro il 5 dicembre 2015 e successivamente, ogni quattro anni, in conformità ai dettati di cui all’allegato 2. Tale obbligo di periodicità non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione conformi alla norma ISO 50001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa una diagnosi energetica in conformità ai dettati di cui all’allegato 2. I risultati di tali diagnosi sono comunicati all’ENEA che ne cura la conservazione.

    Da chiarimenti del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) del novembre 2016, sono grandi imprese quelle che soddisfano una delle seguenti condizioni:

    1) l’impresa occupa più di 250 persone e presenta un fatturato superiore a 50 milioni di euro e realizza un totale di bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro;

    2) l’impresa occupa più di 250 persone e presenta un fatturato superiore a 50 milioni di euro;

    3) l’impresa occupa più di 250 persone e realizza un totale di bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro.


  • PMI a forte consumo di energia: che ricadono nel campo di applicazione dell'articolo 39, comma 1 o comma 3, del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ...sono tenute, ad eseguire le diagnosi di cui al comma 1, con le medesime scadenze, indipendentemente dalla loro dimensione e a dare progressiva attuazione, in tempi ragionevoli, agli interventi di efficienza individuati dalle diagnosi stesse o in alternativa ad adottare sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50001.

    Per Impresa a forte consumo di energia, ai sensi del DM del 27 dicembre 2017, si intende un’impresa che, per l’annualità di riferimento, è caratterizzata da un consumo di energia elettrica maggiore di 1 GWh, è appartenente ad uno dei settori merceologici compresi negli allegati 3 e 5 delle Linee Guida UE ed è contestualmente iscritta agli elenchi definitivi pubblicati ogni anno della Cassa Servizi Energetici ed Ambientali (CSEA). 


  • Altri soggetti: alcuni edifici pubblici e privati che superano una certa superficie possono essere soggetti all’obbligo di diagnosi energetica in caso di ristrutturazione.


Successivamente con il Decreto Legislativo n° 73 del 14 luglio 2020 (G.U. Serie Generale n.175 del 14-07-2020) l’Italia ha recepito la Direttiva 2018/27/UE che ha modificato ed adeguato alcune parti della direttiva 2012/27/ UE, l’obbligo non si applica alle Amministrazioni Pubbliche, individuabili nell’elenco ISTAT redatto ai sensi della legge n. 196 del 31 dicembre 2009.

A partire dal 2020, nella fattispecie il D.Lgs. 73/2020 ha introdotto il comma 3bis nel testo del D.Lgs. 102/2014, che esonera dall’obbligo di diagnosi energetica le grandi imprese con un consumo annuo complessivo inferiore a 50 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio), consumo valutato tenendo conto di tutti i siti di pertinenza. Nella valutazione dei consumi totali per ciascun sito dell’impresa, in assenza di diagnosi si fa riferimento all’energia primaria, in tep, prendendo in considerazione il bilancio tra i prelievi, l’eventuale autoproduzione o immissione in rete. Nel portale audit102.enea.it l’impresa può selezionare tra le differenti tipologie previste anche quella di Grande Impresa con consumi inferiori ai 50 tep e caricare, per l’anno d’obbligo, una dichiarazione di atto notorio a firma del legale rappresentante, attestante il consumo risultante dalle fatture dei fornitori di energia e dai dati dei distributori, allegando, come di consueto, il documento di riconoscimento. La documentazione dettagliata a supporto va custodita per gli eventuali controlli previsti.


Diagnosi Energetica: chi può farla?

In Italia, La Diagnosi Energetica elaborata secondo le norme tecniche citate deve essere condotta da professionisti qualificati nel settore dell’efficienza energetica che devono possedere le competenze e le conoscenze necessarie per valutare il consumo energetico di un edificio o di un’azienda e fornire raccomandazioni per migliorare l’efficienza energetica. Questa attività professionale può essere svolta da un libero professionista o da una società di servizi, ad eccezione delle diagnosi obbligatorie secondo il decreto che devono essere obbligatoriamente redatte da professionisti o soggetti certificati:


  • Esperto in Gestione dell'Energia (E.G.E.) - normativa UNI CEI 11339

  • Energy Saving Company (E.S.Co) - normativa UNI CEI 11352


Infine, per quanto riguarda gli edifici residenziali, l’art. 5.3 del DM 26/06/2015 (Decreto Requisiti Minimi) attuativo della L. 90/2013, prevede la Diagnosi energetica obbligatoria nel caso di ristrutturazione o di nuova installazione di impianti termici di potenza termica nominale del generatore maggiore di 100 kW, ivi compreso il distacco dall’impianto centralizzato. In questo caso la Diagnosi può essere effettuata da un tecnico abilitato iscritto ad un Albo professionale (non c’è l’obbligo di rivolgersi a un E.G.E. o ad una E.S.Co).


Diagnosi Energetica: quanto costa?

Non è semplice da definire. Il costo di una diagnosi energetica può variare notevolmente in base alla complessità dell'analisi e all'estensione dell'organizzazione. Da una media nazionale dei professionisti che effettuano la Diagnosi Energetica, si può stabilire un costo compreso tra i 3.000 € e i 7.000 € per un'impresa con un solo sito operativo, fino a superare anche i 20.000 € per una Diagnosi Energetica più complessa relative alle grandi imprese multi-sito. Nel caso invece di diagnosi energetiche relative a condomini superiori alle 30 unità, un costo medio si potrebbe attestare dai 120 € ai 150 € ad unità.


Diagnosi Energetica: quali interventi fare dopo la diagnosi?

Sono tanti gli interventi migliorativi per ridurre i consumi (e di conseguenza i costi energetici) che è possibile fare dopo una Diagnosi Energetica. Sarà però la stessa diagnosi ad individuare, in funzione dello stato di fatto dell'organizzazione, gli interventi migliorativi più indicati o obbligatori a portare l'azienda al conseguimento di un risparmio energetico sostenibile.

Vediamone insieme alcuni:


  • Relamping LED (Light Emitting Diode)

    Il Relamping rappresenta il primo degli interventi quando si parla di efficienza energetica. Consiste nella sostituzione di corpi illuminanti tradizionali con moderne lampade a LED, così da ottenere una diminuzione dei consumi energetici. Secondo Confindustria, il fabbisogno energetico per l’illuminazione di un'industria copre circa il 15% del totale dei consumi elettrici.


  • Impianti Fotovoltaici Industriali

    Gli Impianti Fotovoltaici Industriali rappresentano per le imprese un modo efficiente per ridurre i costi, generare energia pulita e rinnovabile per alimentare i loro processi produttivi ma soprattutto per ridurre le emissioni di gas serra contribuendo alla sostenibilità ambientale. Date le potenze mediamente superiori a 100 kWp, questi impianti possono essere utilizzati sia per l’autoconsumo che per la rivendita dell'energia elettrica che eccede il proprio fabbisogno.


  • Efficientamento della power Quality

    La Power Quality, è la caratteristica della rete elettrica di trasferire potenza in modo efficiente a tutte le apparecchiature collegate all’impianto, eliminando il più possibile gli sprechi. Un impianto elettrico efficiente porta non solo risparmi sui costi energetici per via della riduzione del fabbisogno di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) dell'organizzazione, ma anche una longevità dei macchinari maggiore. Considerata l’eliminazione dei disturbi provenienti dalla rete elettrica, consente un risparmio di energia consumata che può arrivare al 30%.


  • Impianti di Cogenerazione industriali

    La cogenerazione è la produzione combinata di energia termica ed energia elettrica partendo da un’unica fonte di energia primaria. Un impianto di Cogenerazione riesce a fornire quindi sia calore che elettricità sfruttando il calore disperso da un impianto di produzione di energia elettrica. Dal recupero proprio di questa frazione di calore che non è possibile "sfruttare" si ha una doppia produzione di energia. In uno scenario in cui sono richieste contemporaneamente energia elettrica ed energia termica, anziché acquistare energia elettrica dalla rete e installare caldaie per la produzione di energia termica, è vantaggioso ricorrere proficuamente alla produzione combinata di elettricità e calore, utilizzando un impianto di cogenerazione.


Diagnosi Energetica: cosa centra con i certificati bianchi?

Il sistema dei Titoli di Efficienza Energetica prevede che possono essere ammessi al meccanismo dei Certificati Bianchi tutti i progetti di efficienza energetica che non sono ancora stati realizzati al momento della domanda e che sono in grado di generare ulteriori risparmi energetici rispetto a quelli antecedenti alla realizzazione degli interventi. Trattandosi di risparmi energetici che devono essere tracciati dopo la definizione di uno stato di fatto, la Diagnosi Energetica è quindi fondamentale in quanto unico strumento disponibile ad un'impresa per poter definire una baseline sulla quale monitorare i risultati raggiunti dopo l'intervento di miglioramento.


Conclusioni

In sintesi, l'Audit Energetico o Diagnosi Energetica è uno strumento che serve ad identificare, all'interno di un'organizzazione, tutte quelle opportunità di miglioramento raggiungibili con interventi di efficienza energetica, che porteranno poi benefici economici, ambientali e soprattutto operativi. E' quindi una procedura particolarmente importante per le aziende e le grandi organizzazioni che cercano di ridurre i propri costi energetici, che vogliono rispettare le normative e migliorare la sostenibilità dimostrando un impegno verso la responsabilità ambientale. Inoltre, un altro aspetto da non dimenticare, che è forse il più importante è che solo le aziende che hanno effettuato una diagnosi energetica possono accedere al meccanismo dei certificati bianchi.


Contatti

Se vuoi saperne di più sulla Diagnosi Energetica e sui suoi vantaggi, capire se tu sia o meno un soggetto obbligato o quali possano essere gli interventi da effettuare per la riduzione di consumi nella tua azienda, contattami o prenota una consulenza presso la tua sede.


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